Il Corteo Storico di Orvieto accompagna la processione religiosa in occasione dell’annuale festività cristiana del Corpus Domini. Tuttavia non sempre le due dimensioni storica e religiosa, hanno parallelamente sfilato in occasione di questo evento. Anzi, il corteo storico come oggi appare è comparso unitamente alla processione religiosa solo a partire dal 1950. Quello di questi anni è comunque un corteo storico in forma ridotta, con pochi personaggi e costumi “rimediati”.
Il Corteo Storico ed il Corteo delle Dame, rappresentano quindi uno “spaccato sociale” interessante dell’Orvieto medievale, precisamente di quando la città, dalla metà del XIII secolo, raggiunse il massimo del potere economico e politico. Nel complesso tessuto sociale dell’epoca, la città contava un nutrito numero di ricche e potente famiglie nobili e casate. Ad esse si deve la costruzione di gran parte di eleganti palazzi e torri nel cuore di Orvieto e di fortificazioni e castelli nei territori assoggettati al libero Comune di Orvieto. I Monaldeschi, da sempre schierati dalla parte del papato e quindi definiti Guelfi hanno rappresentato la più potente casata orvietana. Essi possedevano numerosi palazzi entro le mura e vari castelli nel contado.
Il più siginificativo esponente della casata fu Ermanno Monaldeschi, soldato, condottiero e tiranno di Orvieto che dopo la sua morte vide la storica casata dividersi poi in 4 rami (aquila, cane, vipera, cervo). La più importante famiglia “rivale” dei Monaldeschi furono i Filippeschi, ghibellini e sostenitori dell’imperatore. Tra le due casate vi fu una lunga e sanguinosa guerra civile che vide soccombere i Filippeschi.
Altre nobili famiglie di rilievo dell’Orvieto medievale furono anche gli Alberici, i Della Terza ai quali si deve la costruzione del Palazzo dei Sette ed i Della Greca il cui più famoso esponente, Ranieri, ricoprì con grande successo il ruolo di Capitano del Popolo ed a cui si deve la costruzione del Palazzo del Popolo.
La comparsa del corteo storico suscitò da subito interesse e apprezzamento pubblico ma purtroppo gli anni seguenti videro temporaneamente scomparire questo corteo. L’apprezzamento popolare manifestato dai cittadini orvietani verso il corteo condusse verso una riproposizione dello stesso. E’ in questo contesto che emerse la caparbia e capace figura della “signora” Lea Pacini, la quale si dedicò con passione e dedizione alla causa e, dopo studi ed approfondimenti, seppe ricomporre e riproporre un nuovo Corteo Storico con nuovi costumi ed elementi che rappresentavano degnamente lo spirito, la tradizione, e gli aspetti sociali, politici e militari dell’ Orvieto potente Comune medievale.





