Rubriche e Curiosità

Adolfo Cozza

Molte curiosità e aneddoti sulla città di Orvieto: la lingua ed il dialetto orvietano, i personaggi famosi nati sulla rupe, il felice intreccio tra Orvieto il cinema e le grandi fiction, la storia delle ricette tipiche della cucina orvietana e le sue grandi tipicità oltre ad articoli e tematiche interessanti e sorprendenti.

Dialetto Orvietano

Il dialetto orvietano è un dialetto diverso da molti altri presenti sul territorio italiano. Ha una sua connotazione ben precisa, in parte umbro, in parte toscano e in parte laziale, ma differisce molto dal dialetto (o accento) ternano, dalla parlata perugina, o dai molti dialetti dell’alto Lazio.

Il dialetto orvietano attinge dalla parlata più informale romana, e si arricchisce con molte altre accezioni e termini dei dialetti toscani. E’ un vero e proprio miscuglio linguistico di decine di intercalate della bassa Toscana, dell’alto Lazio e naturalmente dell’Umbria del sud. Si tratta di vernacolo particolarmente colorito che ispira simpatia, anche se – per chi proviene da località distanti geograficamente – a volte può risultare a tratti poco comprensibile.Per chi vuole saperne di più e leggere qualcosa del dialetto orvietano, rimandiamo a questo blog denominato “Quelli del tufo“, dove si possono leggere tipiche espressioni in dialetto e curiosi aneddoti linguistici orvietani.

Per coloro che volessero fare un approfondimento letterario in merito al dialetto orvietano, suggeriamo le molte pubblicazioni sul mercato, fra cui il “Dizionario Orvietano Italiano”, e varie raccolte di poesie e stornelli tradizionali orvietani.
Imperdibile poi in tema di dialetto, proverbi e modi di dire di Orvieto le opere di Zaira Marchesini, in particolare ” Dicesse ‘na vorta uno” – proverbi e modi di dire del territorio orvietano (Orvieto – Input, 1992 )


Gli Orvietani Famosi

Alcuni personaggi pubblici e famosi del passato e di oggi della città di Orvieto:

  • Angelo da Orvieto (1317) – Architetto, collaborò con Lorenzo Maitani nella progettazione del Duomo e di altri palazzi della città. Allo stesso è attribuito anche il progetto del Palazzo dei Consoli di Gubbio.
  • Ippolito Scalza (1532) – Scultore e architetto. Le sue opere principali ad Orvieto sono il Palazzo del Comune, Palazzo Simoncelli, Palazzo Buzi, la Statua della Pietà all’interno del Duomo.
  • Cesare Nebbia (1536) – Pittore. Effettuò molte delle decorazioni del Duomo.
  • Ascanio Vitozzi (1539) – Architetto, nato ad Orvieto, molte delle sue opere sono legate alla città di Torino, in particolare si segnalano: il Palazzo reale ed il Castello di Rivoli (residenze sabaude).
  • Cipriano Manente –  Storico letterario
  • Bonaventura Cerretti (1782) – Cardinale
  • Adolfo Cozza (1848 – foto del busto in Piazza del Popolo), cultore di lettere classiche, scultore e quindi dedito agli studi sull’archeologia e sulla meccanica. A questo illustre ed eclettico orvietano si deve l’ingegnosa prima funicolare ad acqua che collegava la rupe di Orvieto con lo scalo.
  • Cesare Fracassini (1838) – Pittore. Effettuò molte decorazioni del Teatro Mancinelli.
  • Erminia Frezzolini (1818) – Soprano di grande talento, interpretò con successo moltissime opere fino al 1860 anno in cui abbandonò le scene, a lei è dedicata una via nella città di Roma.
  • Filippo Antonio Gualterio (1819) – Importante politico del risorgimento italiano che contribuì a fare la storia dell’Unità d’Italia e ad annettere la città di Orvieto al regno d’Italia.
  • Paolo Zampi (1842) – Architetto ed ingegnere orvietano, a lui si devono molti interventi ed opere nella città, tra cui i restauri del Palazzo del Popolo e Palazzo Soliano.
  • Luigi Barzini (1874) – Giornalista e scrittore. A lui è dedicato l’annuale rassegna conosciuta come Premio Barzini.
  • Luigi Mancinelli (1848) – Musicista e direttore d’orchestra. A lui è dedicato l’omonimo teatro della città di Orvieto.
  • Giuseppe Muzi (1881) – Ingegnere e professore orvietano, operò in tutta la nazione. Ad Orvieto si adoperò per la realizzazione dell’acquedotto che collegava la città con le fonti del borgo di Sugano.
  • Pericle Perali (1884) – Uomo di grande cultura con competenze dalla filologia, all’arte ed alla fotografia, a lui si deve un primo studio della Orvieto etrusca e della creazione dell’arte dei Vascellari che permise la rinascita della tradizione e dello studio della ceramica ad Orvieto.
  • Gualverio Michelangeli – Artigiano e artista nella lavorazione del legno
  • Livio Orazio Valentini (1920) – Pittore, ceramista e scultore
  • Mario Frustalupi (1942) – Calciatore. A lui è intitolato un annuale torneo giovanile di calcio che si svolge presso lo Stadio Comunale L.Muzi.
  • Anna Marchesini (1953) – Attrice e doppiatrice, celebre per la sua attiva partecipazione in tv e nei teatri, è una storica componente del famoso trio comico insieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi.
  • Luca Coscioni (1967) – Docente e ricercatore universitario, è’ stato un politico italiano molto impegnato fino alla sua morte causata dalla Sla nel 2006. Proprio a favore della ricerca contro questa malattia ed a favore della libera ricerca scientifica si è indirizzata gran parte della sua attività politica. Gli stessi propositi sono oggi tutt’ora portati avanti dalla Associazione a lui dedicata.

Orvieto ed il Cinema

Orvieto, da sempre una città particolare e suggestiva grazie alla sua conformazione, è stata scelta più volte quale set di importanti film e apprezzate fiction e serie Tv:

  • 1918 – Frate Sole
  • 1920 – Giuliano l’Apostata
  • 1933 – Treno Popolaredi Raffaello Matarazzo
  • 1947 – Vivere in Pace – di Luigi Zampa. Attori principali: Aldo Fabrizi e Ave Ninchi.
  • 1959 – Ciao Ciao Bambina – di Sergio Grieco
  • 1965 – Io la conoscevo bene – di P.Pietrangeli
  • 1970 – Contestazione Generale – di Luigi Zampa. Attori principali: Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Alberto Sordi.
  • 1972 – San Michele Aveva un Gallo – di Paolo e Vittorio Taviani.
  • 1973 – La Città del Sole – di Gianni Amelio. Attori principali: Giulio Brogi, Umberto Spadaro e Bedi Moratti.
  • 1973 – Il sergente Rompiglioni – di Piergiorgio Ferretti. Attoria principali: Franco e Ciccio
  • 1977 – Una giornata particolare – di Ettore Scola. Attoria principali Sophia Loren, Marcello Mastroianni.
  • 1982 – Delitto sull’ Autostrada – di Bruno Corbucci. Attori principali: Thomas Milian
  • 1998 – Tu Ridi – dei Fratelli Taviani. Attori principali: Antonio Albanese, Sabrina Ferilli, Luca Zingaretti.
  • 1997 – La casa Bruciata (serie TV) – di Massimo Spano. Attori principali: Giulio Scarpati, Renato Carpentieri, Chiara Muti.
  • 2000 – Il Bello delle Donne (serie TV). Attori principali: Nancy Brilli, Virna Lisi, Eva Grimaldi, Stefania Sandrelli, Giuliana De Sio.
  • 2006 – La Provinciale (Fiction) – di Pasquale Pozzessere. Attori principali: Sabrina Ferilli, Enzo Decaro, Barbara Bouchet.
  • 2011 – La Vita che Corre (Fiction) – regia Fabrizio Costa. Attori principali: Barbara de Rossi, Franco Castellano, Enzo Decaro.

 La Cucina Tipica di Orvieto

La grande tradizione enogastronomica di Orvieto e la cucina tradizionale orvietana.
Una tradizione millenaria e tuttora percepibile nelle ricette e nei piatti tipici di Orvieto, da sempre accompagnate da apprezzati e celebri vini di produzione locale.

antipasto-orvietoTra gli elementi alla base della gastronomia orvietana che potrete degustare in tipiche trattorie o ristoranti ad Orvieto un posto di rilievo occupa la carne di suino ed in particolare i prodotti ottenuti con sapienti lavorazioni norcine: prosciutti, insaccati, salsicce, porchetta e mazzafegate.
Le carni tutte hanno una notevole importanza nella cucina orvietana. Infatti, oltre a quelle di suino, sono molto diffusi piatti a base di pollame, coniglio e selvaggina.

Di rilievo il piccione e la palomba, che rientrano tra i piatti più classici che si possono gustare ad Orvieto. La “palomba alla leccarda”  ed il “pollo alla cacciatora” sono tra i piatti più antichi e tipici della città.
Per quanto riguarda invece la selvaggina molto diffusa e apprezzata è la lavorazione delle carni di cinghiale nelle sue più diverse varianti, dai salumi agli stufati, fino alla deliziosa cottura sulla brace.

La vocazione spiccatamente “casalinga” della cucina orvietana si ritrova anche nella preparazione delle paste e dei primi piatti. Tra i piatti più tipici in tal senso sono gli “umbrichelli al tartufo o all’arrabbiata (un tipo di pasta fatta con acqua e farina), e le “tagliatelle al ragù”. Gli umbrichelli o umbricelli, come molti altri primi piatti, nascono dalla tradizione “povera” della città di Orvieto che, in tempo di guerra, come molte altre città italiane ha visto una carenza sostanziale di materie prime.
Altri primi piatti tipici della cucina orvietana sono gli spaghetti con il tonno, i tagliolini con brodo di tinca e le zuppe di ceci e castagne.
Tra le altre lavorazioni a base di farina sono da ricordare le “Tortucce” le “Lumachelle” ed i biscotti salati all’anice.
Per quanto riguarda le tradizioni dolciarie sono molto diffusi ad Orvieto i tozzetti alle mandorle, le “fritelle di San Giuseppe“, le ciambelle al vino e le pizze pasquali – una salata con formaggio una dolce, a base di cannella.

Per gli amanti della buona tavola, suggeriamo di seguito un pranzo tipico orvietano:

Antipasti
Bruschetta con olio extravergine di oliva
Crostini di fegato
Affettati locali a base di prosciutto, salami e salsicce secche
Lumachelle e Biscotti all’anice salati

Primi piatti
Zuppa di ceci con gnocchetti di patate fatti in casa, aromatizzati al rosmarino/finocchietto selvatico
Umbrichelli all’arrabbiata

Secondi piatti
Coniglio a porchetta con finocchio selvatico
Cinghiale in umido
Palomba o Piccione alla leccarda
“Tordomatto”: filetto di maiale arrosto con aroma di alloro

Contorni
Gobbi ripassati
Patate cotte sotto la cenere

Dolci
Tozzetti con vinsanto
Frittelle di San Giuseppe: dolce fritto con riso e cannella
Ciambelle al vino
Zuppa inglese


Una curiosità su Orvieto sempre legata alla produzione di “bevande” è quella dell’ “Orvietan”: un composto dolce che si narrava avesse proprietà curative, un vero e proprio elisir contro le malattie inventato da tale Girolamo Ferrante da Orvieto e che nel XVII secolo conobbe apprezzamento in tutta Europa grazie anche alla fama che gli fece guadagnare la guarigione del re francese Luigi XIV dopo averla bevuta.

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